Barriere esterne, barriere interne: BARRIERE DA ABBATTERE!!!
febbraio 8, 2010 di dinoramambriniPerché istituire un registro di raccolta dei testamenti biologici.
gennaio 6, 2010 di dinoramambriniAnche nel nostro Comune, come in diversi altri in Italia, è stata approvata in Consiglio Comunale una mozione sull’istituzione di un registro di raccolta dei testamenti biologici. L’intento è di creare uno strumento per “facilitare” ogni cittadino interessato nella libera espressione della propria manifestazione di volontà, fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o no accettare nell’eventualità in cui si trovasse nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o no alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione. Usiamo il termine “facilitare” perché chiunque può depositare tali dichiarazioni da un notaio anche in assenza di un registro comunale, che dunque si rivela essere essenzialmente un modo per rendere più semplice ed accessibile (dal punto di vista pratico ed economico) per tutti tale procedura. L’art. 13 della Costituzione italiana afferma che “la libertà personale è inviolabile”, rafforzando il riconoscimento della libertà e indipendenza nelle scelte individuali della persona su ciò che la riguarda; l’art. 32 stabilisce che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, configurando per tutti i cittadini un “diritto perfetto”, cioè che non ha bisogno di leggi applicative per essere esercitato. Quindi, se non c’è rispetto di una volontà liberamente espressa non c’è rispetto della dignità della persona umana. Se la vita è un bene prezioso e la sua cura costituisce un impegno morale di ognuno di noi, tale impegno trova le fondamenta nel riconoscimento della dignità umana, che va protetta e salvaguardata anche nel momento del termine della vita, quando a volte il male si fa più feroce e annientante. Se chiamati a “deliberare” su temi delicati come questi, non ci si può riferire solo ai propri principi e convinzioni. Al contrario, si deve creare un’ottica di civiltà giuridica moderna e tollerante che condivida una sorta di etica del legislatore, basata sulla responsabilità verso i destinatari della “legge” (potenzialmente tutti i cittadini), interrogandosi se comprima o espanda i diritti individuali. Vale forse la pena di sottolineare alcuni aspetti apparentemente ovvi: nessuno è costretto a fare un testamento biologico; questo atto può essere revocato, modificato o rifatto in qualsiasi momento; può essere fatto anche per chiedere che la propria vita venga protratta il più a lungo possibile, rinunciando ad esempio a cure palliative che possano anche minimamente influire in senso negativo sulla durata della vita. Caratteristica saliente del testamento biologico è dunque di riconoscere il diritto all’autodeterminazione, in linea con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che sancisce che il consenso libero ed informato del paziente all’atto medico è considerato come un diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all’integrità della persona. Con la Legge n. 145 del 28/3/2001 il Parlamento italiano ratifica gli articoli 5 e 9 della Convenzione di Oviedo sui Diritti dell’Uomo e la Biomedicina: “un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che persona interessata abbia dato consenso libero ed informato”; “i desideri precedentemente espressi a proposito di intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”. Il Comitato Nazionale di Bioetica il 18/12/2003 ha precisato: “appare non più rinviabile una approfondita riflessione, non solo bioetica, ma anche biogiuridica, sulle dichiarazioni anticipate […] che dia piena e coerente attuazione allo spirito della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina […] le direttive anticipate potranno essere scritte su un foglio firmato dall’interessato e i medici dovranno non solo tenerne conto, ma anche giustificare per scritto le azioni che violeranno tale volontà”. Ispirato da quanto riportato e in assenza di una normativa nazionale in merito, il Comune si fa promotore di atti amministrativi volti ad introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario, nella convinzione che fino alla fine si debba poter sentire una vita come degna di essere vissuta e dotata di senso. In ciò rientra anche ricevere informazioni, poter decidere, poter restare in contatto con le persone care, aver tempo di riflettere e accettare la propria morte. La terapia del dolore, la medicina palliativa, il lavoro degli hospices, le misure assistenziali e l’eventuale accompagnamento spirituale devono permettere di trovare con sensibilità e rispetto verso il morente quell’equilibrio che consente di vivere dignitosamente e sensatamente anche la parte finale della vita. Nel 1970 Paolo VI rifletteva su come il carattere sacro della vita obblighi il medico a dedicarsi con tutte le risorse della propria arte a lottare contro la morte, senza però costringerlo ad utilizzare tutte le tecniche di sopravvivenza offerte da una “scienza instancabilmente creatrice”, così la definiva, che in molti casi sarebbe un’inutile tortura. In quel caso il dovere del medico è piuttosto impegnarsi a alleviare la sofferenza anziché prolungare a qualsiasi condizione una vita che non è più pienamente umana e che va naturalmente verso l’epilogo. L’uomo, secondo Jacques Monod, non è altro che il veicolo per trasmettere il nostro patrimonio genetico dell’umanità. Veronesi sottolinea che, nel disegno biologico della vita, la scomparsa si inserisce nel destino biologico del mondo. D’altronde, nulla deve restare di intentato per permettere alle persone di condurre fino alla morte una vita in pace, dignità e autodeterminazione. Riteniamo, dunque, che l’istituzione di questo registro sia un passo avanti sulla strada del progresso civile: in palio non c’è solo la questione del “fine vita”, ma anche la concezione che abbiamo delle Istituzioni e della Politica, nonché la credibilità e il riconoscimento delle stesse verso tutti i cittadini. Le diverse opinioni e sensibilità devono necessariamente essere ascoltate e la loro manifestazione può soltanto arricchire la discussione; le decisioni politiche che ne derivano devono tendere ad includere tutte le idee ampliando le possibilità offerte. Il filosofo Abbagnano teorizza che un’amministrazione politica che favorisca certi gruppi di cittadini in vista delle loro credenze è inefficiente e non può rivendicare meriti religiosi; un potere giudiziario che non applichi con scrupolo ed equità la legge dello Stato non offre garanzia per nessuno; una scienza che serva agli interessi di partiti, credenze o ideologie non può considerarsi meritoria – anzi, non è una scienza! Il ruolo di un’amministrazione è di capire i bisogni materiali o immateriali della comunità, facendosi magari carico di battaglie di libertà, valorizzando quella di ciascuno, colto nel proprio intimo sentire laico o religioso, senza compromessi. Se è una risposta parziale (resta auspicabile, come ottimale, una regolamentazione uniforme nel Paese!), non è però una risposta inutile (ad esempio, utile giuridicamente laddove, come visto in passato, un Giudice cerchi un’espressione di volontà fatta in piena coscienza). Proprio in momenti come questo si deve vigilare perché la crisi sociale ed economica non porti la popolazione a barattare alcuni pezzi di libertà individuale. Gli enti locali che si occupano di testamento biologico non intendono uscire dalle proprie competenze per motivi “ideologici”, bensì, vivendo più “vicini” alla gente rispetto al Governo centrale, cercare di affiancare al proprio pur ineludibile compito di “normale amministrazione” quello di cogliere le esigenze di una società che cambia.
Quanto appena riportato e` un articolo che ho scritto per il giornale “conCittadino”. Si tratta di un periodico a cura del Tribunale dei Diritti del Malato – Cittadinanza Attiva (anno 10, dicembre 2009).
Verso Galilei, verso le 2, sul 2
gennaio 4, 2010 di dinoramambrini«No, Proffe, alla sesta ora del sabato, dopo 2 ore di compito di matematica, no!» E invece sì, alla sesta ora di quel sabato, dopo 2 ore di compito di matematica, sì! Il “Proffe” estrasse solennemente dal taschino il porta-pillole argentato in cui conservava le mentine salva-ugola, sancendo così l’inizio di 47 minuti di discettazioni su Galileo Galilei. Rassegnata, inserii il pilota automatico e la mia mano destra iniziò a prendere appunti, senza che neanche la sinistra capisse come… Fu solo il «Buon giorno, signorina!» dell’autista del 2 a risvegliarmi dal sonno – dogmatico, si intende! – in cui ero precipitata. Il sabato molte classi uscivano prima, perciò Valerio poteva permettersi di salutare ad uno ad uno i pochi passeggeri. Passati in rassegna i “soliti volti del sabato alle 2 sul 2”, mi sedetti di fronte all’unica new entry: una composizione umana costituita da una signora anziana e piuttosto distinta e, incontenibile fra le sue braccia, dalla sua nipotina alquanto vulcanica. La bambina mi fissava con la sfacciata curiosità con cui tutti nasciamo, ma che anni di “educazione occidentale” cancellano.
Ricambiavo il suo sguardo con fatica, vista la stanchezza e l’educazione occidentale ormai assimilata. Valerio guidava in modo fluido, senza scossoni, aiutandomi ad astrarmi nel mondo fantastico in cui mi conduceva la frugoletta dagli occhietti indagatori fino all’irriverenza. «Ehi, ma perché stiamo fermi?» sbottò con la buffa stizza della sua voce argentina. Già! Per lei, che non vedeva palazzi, persone e piazze succedersi con ordine fuori dal finestrino, risultavamo fermi. Lei, sua nonna ed io eravamo nella medesima posizione l’una rispetto alle altre, isolate nel nostro habitat “firmato” ATL, che si spostava con noi dentro a dargli vita come pesciolini colorati in una vasca con le ruote. Incuranti del mondo esterno, sospesi in una dimensione tutta nostra, immobili secondo noi, eppure in movimento secondo chiunque altro ci osservasse.
La bambina mi aveva accompagnata per mano alla follia?!? No, mi aveva solo spiegato in 47 secondi la relatività galileiana che non avevo ascoltato in classe per 47 minuti: evidentemente vera per un bambino, ma faticosamente formulata con eleganza da uno scienziato, come molte delle migliori teorie… Le grandi idee sono alla portata dei piccoli! Dopo anni, ormai studentessa universitaria pendolare, mi trovo adesso a bordo di un autobus a ringraziare la bimba per la sua lectio magistralis, forse involontaria, ma di sicuro efficace. Certo, stavolta si tratta dell’8 nero che mi traghetta nel quotidiano casa-stazione-casa, i miei capelli sono 55 cm più lunghi e nello zaino ho “Unconventional Lie Algebra” e “Relativistic Quantum Theory”… ma quando guardo fuori dal finestrino dell’autobus provo la stessa pena di allora per gli estranei che passeggiano fuori, nel “mondo qualunque”, senza avere l’onore di fare parte del temporaneo ma accogliente “ecosistema ATL”!
Quanto appena riportato e` un racconto che ho scritto sul tema del concorso “Parole in corsa“. Questo e`, per me, un concorso non vinto, si`… ma neanche perso: sono persi davvero solo i concorsi a cui non si e` partecipato! Ottimo specchio di cosa penso anche della vita in genere, dell’agire, delle occasioni mancate…
Questione di punti di vista…
gennaio 3, 2010 di dinoramambriniOggi, nell’ambito dell’iniziativa Itinerari livornesi – Percorsi Culturali, ho vissuto l’emozione del giro in battello nei fossi di Livorno! Ho cosi` percorso la storia della mia citta`, vedendo luoghi pressoche’ quotidiani, si`, ma da un altro, inedito, entusiasmante punto di vista…
Vi consiglio di seguire il mio esempio: Livorno e` un tesoro da scoprire!!!
Inoltre, vedere il mondo da un altro punto di vista fa sempre molto, molto bene!
525 in tutto
novembre 6, 2009 di dinoramambriniStamani ho guidato 50 cittadini livornesi di V elementare in visita in Comune… seduti sui posti dei 40 consiglieri comunali e, una volta esauriti, 10 nel pubblico…
Ho chiacchierato un bel po’, mi hanno tempestata di domande: all’inizio sui lampadari, poi sui busti, poi sulle colonne delle porte, ma poi DADAAN… sui partiti, sui giovani in politica, sugli argomenti da trattare in Consiglio Comunale, su dove si siede chi, sui compiti del Presidente, sull’utilizzo dei microfoni, sulla stampa, sul pubblico dei Consigli, su cosa tengono i Consiglieri nel proprio cassetto…
Già, io cosa ci tengo? La verità, ha detto il bimbo dal mio posto, è UN PACCO DI FAZZOLETTI, ANZI NE POSSO PRENDERE UNO? … ma mi piace pensare che in quel cassetto ci siano anche tanti miei sogni per la mia città che in quell’aula mi auguro di fare uscire prima che si scoloriscano…
Bilancio dell’incontro:
sorrisi tanti, chiacchiere tante, risate tante, commozione tantissima, anni 525: 10 a testa loro, 25 io… accidenti, più del doppio ;-P
Quote rosa e alghe verdi-azzurre
luglio 22, 2009 di dinoramambriniQualcuno guardando il mio video elettorale ha notato che alla fine cito le “quote azzurre”…
La mia opinione sulle “quote rosa”, in breve, e`:
- ogni incarico, di qualunque tipo, dovrebbe essere ricoperto da persone che “se lo meritano”, per competenza ed impegno… uomini o donne che siano
- potrebbe dunque capitare di avere su 100 “ruoli” un 50+50, come un 10+90 o un 90+10… non so se mi spiego…
- credo che le “quote” (quelle “rosa”, ma anche altre) siano una tutela talvolta utile se non indispensabile perche’ certe persone “si esprimano”
- il mondo andra`, pero`, davvero bene quando ci verra` spontaneo rispettare tutti senza bisogno di “QUOTE STABILITE”
Certo, non ho scritto cose eccezionalmente originali, ma… sto iniziando a pensare che NIENTE VADA DATO PER SCONTATO.
Se vi state chiedendo cosa c’entrino le alghe verdi-azzurre… beh… oltre ad essere una nota di colore
sono un buon esempio di come la natura ci insegni che per ottenere il meglio e` necessario collaborare, arricchendosi delle diversita`, contaminando generi, sensibilita`, esperienze…
Infatti, caratteristica unica delle alghe verdi-azzurre è il loro essere al contempo piante, animali e batteri. Furono loro a realizzare per la prima volta il miracolo della fotosintesi, producendo quell’ossigeno atmosferico che in seguito avrebbe permesso lo sviluppo della catena alimentare in tutta la sua ricca diversità… si tratta dunque di “microrganismi generatori di vita”, direttamente responsabili della produzione di circa l’80% dell’ossigeno del pianeta e promotori della vera fondazione biologica della vita sulla Terra…
Ammetto che il livello scientifico di questa presentazione non e` elevato, ma mi interessa in questo momento di piu` la riflessione sulle implicazioni etico-sociali, mutatis mutandis.
E…state democratici!
giugno 21, 2009 di dinoramambriniCarissimi, anche quest’anno eccoci al solstizio d’estate!
Il titolo di questo post e` innanzitutto un augurio di democrazia… che si estenda magari anche dopo l’estate a cui diamo proprio oggi il benvenuto!
Ma il titolo e` anche un banale gioco di parole a partire dal titolo che volevo inizialmente dare al post: “Estate Democratica”!
A proposito di “stagioni democratiche”, mi viene alla mente l’evento con cui ho dato il benvenuto alla primavera, 3 mesi fa… grazie per avermi resa partecipe dell’inizio festante di una Primavera Democratica che ci ha portato “fortuna”… buon lavoro ai Democratici e alle Democratiche di Shangay e… a tutti noi!!!
In effetti, le stagioni SONO democratiche… mantengono le promesse, sono costanti, passano ma tornano, agiscono in modo deciso (visto che non esistono piu` le mezze stagioni, si sa!), si alternano, valgono per tutti, non si sfugge loro…
…esultiAmo!!!
giugno 20, 2009 di dinoramambriniLa squadra di calcio della mia citta` (a cui e` dedicato questo blog!!!) e` appena tornata in serie A!
…peccato che la prima seduta del nuovo Consiglio Comunale di Livorno si terra` il 29 giugno, altrimenti avrei cercato di prendermi il merito di questo successo, in quanto neo-consigliera!
ONeRE ONoRE
giugno 10, 2009 di dinoramambriniEbbene sì: 194 livornesi si sono fidati di me… grazie!
Caro candidato
giugno 5, 2009 di dinoramambrini“Caro Candidato” è una campagna volta a sensibilizzare i politici ad occuparsi di software libero e libertà digitali. Io ho sottoscritto il patto per il software libero.
