Oggi in piazza, per un Paese migliore!

Oggi in piazza, per un Paese migliore!
Come Giovane Democratica livornese ho partecipato con convinzione alla grande manifestazione di stamani a Livorno, insieme a moltissime persone tutte unite dalla stessa voglia di scendere in piazza per affermare che non abbiamo intenzione di rassegnarci passivamente alle conseguenze della crisi sociale ed economica, né di permettere che le iniquità delle manovre governative si traducano nella profonda lacerazione e solitudine sociale che vediamo velocemente manifestarsi: 30% di disoccupazione giovanile, 2 milioni di ragazzi che non studiano né lavorano, un mezzogiorno sempre più distante, 8 milioni di persone sotto la soglia di povertà.
ECCO L’ADESIONE DEI GIOVANI DEMOCRATICI TOSCANI:
I Giovani Democratici della Toscana ci sono stati e ci sono: abbiamo aderito senza esitazioni allo sciopero generale indetto dalla CGIL per oggi e siamo scesi ognuno per le vie della propria città per i medesimi motivi.
Lo abbiamo fatto perché crediamo che questo governo stia uccidendo il futuro della nostra generazione, impegnato a difendere i ricchi ed i privilegi, invece di cercare di garantirci un domani ed un Paese che sappia valorizzare e far crescere i propri giovani.
Lo abbiamo fatto perché non c’è futuro senza una svolta profonda nell’economia e nello sviluppo del Paese: lotta al precariato, investimento in formazione, ricerca e sviluppo, riduzione delle disuguaglianze, lotta all’evasione fiscale, patto tra generazioni per farle stare assieme e riformare il welfare, attacco alla rendita.
Lo abbiamo fatto perché la manovra è un ulteriore colpo ai diritti sul lavoro, con l’art 8, che di fatto attacca violentemente l’art 18 dello Statuto dei lavoratori e renderà regola i ricatti alla Marchionne, e con l’art 11, che regolamenta stage e tirocini dimenticandosi dei rimborsi.
Lo abbiamo fatto perché la crisi nasce dalle differenze sempre più alte nelle nostre società e non si cura con più flessibilità e meno salari, meno servizi e meno welfare, bensì rilanciando le parole chiave di uguaglianza e lavoro.
Lo abbiamo fatto perché non riusciamo a capire come si faccia a non indignarsi davanti ad ingiustizie come queste.
E perché crediamo che l’indignazione non basti, per questo siamo stati e sempre saremo in piazza, con le nostre idee per un Paese diverso e migliore.

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